BENEDETTI-TOMMASEO VINCE ANCORA L’ONDINA SCHOLZ

Il BT di nuovo primo all’Ondina Scholz!

 

L’istituto Benedetti-Tommaseo ha vinto per il terzo anno consecutivo il trofeo Ondina Scholz, torneo di pallavolo inter-istituti organizzato dal CUS Venezia.
Menzione speciale per il premio Fair Play a Chiara de Marchi della 5CS.

 

Squadra 1: Emma Bittner 3EL, Maria Sole Costa 4BL, Giovanni Canal 3GA, Tommaso Pavan 4EA, Pietro Ferrarin 4EA, Sara Tocco 4CS, Chiara De Marchi 5CS, Camilla Norcen 5AS, Giada Gavagnin 5DA , Chiara Bettini 5DU, Nora Folca-Nash 5EL.

 

Squadra 2: Ilaria Maistrello 3EL, Alice Collavini 3EL, Anna Bello 3EL, Greta Maio 3EL, Costantino Ylenia 4BL, Aurora Fontana 5DU, Sara Mirarchi 5DU, Canziani Filippo 5EA, Chiozzotto Sebastiano 3EA, Ghezzo Claudia 3EA, Cimò Elena 4EL, Vianello Nicolò 2EA, Bortoletto Ettore 2EA.

 

 

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OberMun Trieste 2026

OberMun Trieste 2026, anche la terza simulazione delle Nazioni Unite dell’anno è finita in bellezza!

Bravissimi gli studenti e le studentesse della delegazione Benedetti Tommaseo e un ringraziamento alle docenti accompagnatrici Stefania Rizzo ed Elisabetta Cognolato.

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BENEDETTI-TOMMASEO INCONTRA L’AUTRICE : MARIA TERESA CUSUMANO

Incontro con l’Autrice “La felicità è una lunga pazienza”

Quando una nipote scopre tutta la storia del nonno, ferito sul campo di
battaglia dell’8 Settembre e deportato in Germania, ne nasce un racconto
toccante e drammatico non solo della storia di una famiglia ma di quella di un
popolo.
Maria Teresa Cusumano, di professione magistrato presso il Tribunale di
Treviso, ha scritto un bellissimo romanzo proprio partendo dalle tracce della
sua famiglia: “La felicità è una lunga pazienza”, e nella mattinata di martedì
17 marzo, presso l’Aula Magna del nostro Liceo, ha incontrato le classi 2DU,
4DU, 5DU e 4BL insieme alle prof.sse P. Andreotti e T. Cibien che hanno
proposto l’evento.
I nostri studenti si sono coinvolti nella presentazione del libro e mentre
Arianna e Arturo hanno selezionato e suonato al pianoforte alcuni toccanti
brani, Tommaso e Jacopo ci hanno ricordato gli eventi in Italia dopo l’8
settembre e ci hanno spiegato cosa significò essere internati e deportati,
descrivendoci anche la situazione psicologica e sociale dei soldati.
Dopo l’intervento dell’Autrice che, partendo dalla stesura del romanzo, ha
offerto tanti elementi di riflessione, gli studenti hanno potuto rivolgere una
serie di domande proprio per approfondire sia alcuni aspetti storici che umani.
In conclusione, sono state lette alcune righe del romanzo, il dialogo tra
nonno e nipote che chiude la storia:
“Hai avuto una vita difficile, nonno.”
“È vero. Ho dovuto combattere due guerre, e dopo la gioia della nascita di tua
madre non mancarono dispiaceri di altro genere…Ma questa è una storia che
non è ancora tempo di raccontare. Ciò che conta è ricordare i tanti scampoli
di felicità che questa stessa vita mi ha donato. Il più bello, ora, siete tu e le
tue sorelle: le mie rondinine. Come ha scritto un autore che si chiama Albert
Camus, ci vuole molto tempo per essere felici. Anche la felicità è una lunga
pazienza.”
La bambina indugia alla finestra.
Parole preziose, come certi passi delle canzoni degli anni Trenta e Quaranta
che, da piccola, le cantava a sera la zia per addormentarla. Ma anche difficili.
Il nonno lo capisce e decide di ripeterle, chiosandole attentamente, ché non
restino nell’aria a disperdersi come nuvole o chimere.

“Anche la felicità è una lunga pazienza. Come a dire che, si si è pazienti, la
felicità, alla lunga, arriva”.

Una mattinata ricca e preziosa all’interno del percorso di Educazione Civica
che, come ci suggerisce Liliana Segre, ci restituisce il significato di coltivare
la Memoria: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro
l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze,
a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”.

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Bando borse di studio Soft skills “Le cose belle si restituiscono”

È stato pubblicato il bando per 3 borse di studio

Soft skills “Le cose belle si restituiscono”
Possono partecipare gli alunni delle classi III – IV – V del Liceo Scienze umane.

Per tutte le informazioni consultate i documenti allegati:

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FoscaMun2026

La delegazione del Benedetti Tommaseo alla simulazione delle Nazioni Unite Foscamun 2026 organizzata dal Liceo Marco Foscarini di Venezia, 20-22 marzo 2026.

Bravissimi ragazzi!!

Un ringraziamento alle docenti referenti, Prof.ssa Stefania Rizzo e Prof.ssa Elisabetta Cognolato
 
 
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MORENO PESCE AL BENEDETTI-TOMMASEO

Rialzarsi e ricominciare a vivere: Moreno Pesce ci racconta la sua storia

“Un giorno, la mia vita si è fermata. Forse andavo troppo di fretta e ho
imparato a guardare, pensare, aspettare; dopotutto, perdere una gamba, non
è poi così grave…”
Giovedì 15 gennaio le classi 2CU, 2DU, 2FU, 4DU, 5CU, 5DU, e 5BL hanno
vissuto un momento molto forte incontrando nella nostra Aula Magna Moreno
Pesce, alpinista straordinario che, privato di una gamba a causa di un grave
incidente motociclistico, non è rimasto a terra ma ha imparato ad arrampicarsi
lungo i sentieri più ardui.
Moreno ha condiviso con noi che è rinato quando ha capito che la sola
differenza è che ora è solo un po’ più lento quando corre o cammina.
Ricominciare a vivere, rimettersi in gioco con forza: questo è il messaggio
che Moreno desidera trasmettere a chi pensa di mollare e subire gli eventi,
non si è disabili perché manca o è ridotta una funzione corporea, ma perché
non si usano tutti i talenti di cui si dispone per raggiungere i nostri sogni.
Grazie a Beatrice Chioccon e Giorgia Fongher della classe 4DU, coordinate
dalla loro docente prof.ssa Tatiana Cibien, possiamo condividere il video che
riprende alcuni passaggi dell’incontro con Moreno Pesce e alcune immagini
dei video delle sue straordinarie imprese.
E grazie a Moreno Pesce che ci ha insegnato a non mollare mai!

Prof.ssa Patrizia Andreotti

 

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STORIA DI UN’AMICIZIA NATA SUI BANCHI DEL NOSTRO LICEO

L’amicizia nata tra i banchi del liceo quanto può resistere dopo il diploma? Almeno 40 anni! È quello che hanno scoperto gli studenti della classe 4B del nostro Liceo Linguistico che, accompagnati dal prof.re Michele Saccomanno, hanno partecipato ad un evento particolare: dopo 40 anni si sono ritrovati i compagni di classe della VD del Liceo Benedetti, guidati dalla dott. Daniela Rossi che nell’occasione ha presentato il libro ”Generazione Venexiana ’80 Alfabetiere sentimentale della VD”.
Il messaggio arrivato ai nostri studenti è che il forte legame, l’amicizia, la solidarietà che si costruiscono tra i banchi possono davvero diventare un prezioso dono per sempre. Ma lasciamo alle parole della dott.ssa Rossi raccontarci le emozioni del ritrovarsi dopo 40 anni ancora tra le mura del loro e nostro Liceo.

Patrizia Andreotti

 

Sabato 29 novembre 2025. Sono arrivata a Venezia alle 9.00, eh già dal 2009 mi sono trasferita a Padova, e per tutti sono diventata “campagnola”. Scendo dai gradini e sul piazzale della Stazione mi immergo in un’atmosfera familiare, quella della città dove sono cresciuta.
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale Venezia mia!
Mi incammino, rigorosamente a piedi, alla ricerca spasmodica di sensazioni, suoni, profumi, rumori di un tempo passato e penso a quante volte ho attraversato mezza città, da San Simeon fino a Santa Giustina, andata e ritorno, tutti i giorni (quasi) per cinque anni.
Mi avvicino alla meta e il cuore batte di malinconia; i ricordi si affollano facendo a gomitate per imporsi. Campo San Giovanni e Paolo, Barbaria de le Tole, Campo Santa Giustina, la calle e il ponte da cui si staglia elegante la facciata storica del liceo scientifico G.B. Benedetti, sì lo so oggi è anche Tommaseo! Eccoli, riconosco un piccolo capannello vociante, sono loro i miei compagni e le mie compagne di classe. Dopo i rapidi saluti scatta l’alternarsi dei ricordi: non entravamo da qui, questo era il campetto da basket dove i ragazzi giocavano a ricreazione, e la scala che porta alle aule non era chiusa da un ascensore, e potevamo vedere il prof di turno che scendeva e capire se avrebbe interrogato o spiegato… qui, nel sottoscala c’era la nostra aula dell’ultimo anno; al primo piano non c’è più il salone dove abbiamo fatto le prove scritte della maturità! Però i bagni sono rimasti al loro posto, sì anche il corridoio con la segreteria che porta al passaggio verso la vecchia “ala Sarpi”, ma non c’è più la Presidenza del Preside Tacco, della Canato. Oggi chi c’è? Soddisfatti e orgogliosi diciamo in coro: “Oggi c’è Marco!”. Eh sì, posso dare del tu al Preside perché è uno di noi, è stato anche mio compagno di banco! Eccolo ci accoglie facendo gli onori di casa formali ma con affetto, e anche lui, lo vedo, lascia trasparire un pizzico di nostalgia.
Sono le 10.00, suona la campanella, devo correre giù in Aula Magna, tra poco si inizia. Eccoli sono arrivati anche loro: Florian, Giacomini, Magnanini e Vettorazzo, i nostri professori, sempre presenti all’appello quando li chiamiamo per le nostre reunion. È tutto pronto, la tecnologia funziona, prova microfono e dopo i doverosi saluti istituzionali io con Licia e Maria indossiamo gli abiti delle Cantastorie e con la voce un po’ commossa, iniziamo a raccontare la Generazione VeneXiana ’80. Siamo noi quelli della maturità “centro dell’intorno” 1984, immortalati per sempre nelle pagine di un Alfabetiere sentimentale che non solo racconta le esperienze di un gruppo di liceali ma anche le atmosfere di una città che a tutti gli effetti è la protagonista assoluta di un libriccino di cui tutti noi siamo fieri.

Daniela Rossi

 

Sabato 29 novembre nel nostro Istituto si è svolto un incontro ‘insolito’ tra una classe che ha svolto la Maturità nel 1984 – detto, incidentalmente, la mia… – e una classe quarta ‘attuale’. I compagni di quell’epoca non più vicina hanno scritto, sotto la guida esperta della dott.ssa Daniela Rossi, un libriccino di ricordi su Venezia e sul Benedetti (all’epoca Benedetti e Tommaseo erano ‘vicini’ ma non ancora uniti): ricordi… Il fatto che una classe, con una gran parte di ex compagni e diversi ex professori, si ritrovi per il piacere dello stare insieme dopo tanti anni e scriva anche insieme, ecco, credo sia questa l’importante testimonianza per i ragazzi di oggi, che magari un giorno avranno lo stesso nostro piacere nel ri-trovarsi.

Marco Vianello

 

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