Incontro con l’Autrice “La felicità è una lunga pazienza”
Quando una nipote scopre tutta la storia del nonno, ferito sul campo di
battaglia dell’8 Settembre e deportato in Germania, ne nasce un racconto
toccante e drammatico non solo della storia di una famiglia ma di quella di un
popolo.
Maria Teresa Cusumano, di professione magistrato presso il Tribunale di
Treviso, ha scritto un bellissimo romanzo proprio partendo dalle tracce della
sua famiglia: “La felicità è una lunga pazienza”, e nella mattinata di martedì
17 marzo, presso l’Aula Magna del nostro Liceo, ha incontrato le classi 2DU,
4DU, 5DU e 4BL insieme alle prof.sse P. Andreotti e T. Cibien che hanno
proposto l’evento.
I nostri studenti si sono coinvolti nella presentazione del libro e mentre
Arianna e Arturo hanno selezionato e suonato al pianoforte alcuni toccanti
brani, Tommaso e Jacopo ci hanno ricordato gli eventi in Italia dopo l’8
settembre e ci hanno spiegato cosa significò essere internati e deportati,
descrivendoci anche la situazione psicologica e sociale dei soldati.
Dopo l’intervento dell’Autrice che, partendo dalla stesura del romanzo, ha
offerto tanti elementi di riflessione, gli studenti hanno potuto rivolgere una
serie di domande proprio per approfondire sia alcuni aspetti storici che umani.
In conclusione, sono state lette alcune righe del romanzo, il dialogo tra
nonno e nipote che chiude la storia:
“Hai avuto una vita difficile, nonno.”
“È vero. Ho dovuto combattere due guerre, e dopo la gioia della nascita di tua
madre non mancarono dispiaceri di altro genere…Ma questa è una storia che
non è ancora tempo di raccontare. Ciò che conta è ricordare i tanti scampoli
di felicità che questa stessa vita mi ha donato. Il più bello, ora, siete tu e le
tue sorelle: le mie rondinine. Come ha scritto un autore che si chiama Albert
Camus, ci vuole molto tempo per essere felici. Anche la felicità è una lunga
pazienza.”
La bambina indugia alla finestra.
Parole preziose, come certi passi delle canzoni degli anni Trenta e Quaranta
che, da piccola, le cantava a sera la zia per addormentarla. Ma anche difficili.
Il nonno lo capisce e decide di ripeterle, chiosandole attentamente, ché non
restino nell’aria a disperdersi come nuvole o chimere.
“Anche la felicità è una lunga pazienza. Come a dire che, si si è pazienti, la
felicità, alla lunga, arriva”.
Una mattinata ricca e preziosa all’interno del percorso di Educazione Civica
che, come ci suggerisce Liliana Segre, ci restituisce il significato di coltivare
la Memoria: “Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro
l’indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze,
a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare”.