STORIA DI UN’AMICIZIA NATA SUI BANCHI DEL NOSTRO LICEO
L’amicizia nata tra i banchi del liceo quanto può resistere dopo il diploma? Almeno 40 anni! È quello che hanno scoperto gli studenti della classe 4B del nostro Liceo Linguistico che, accompagnati dal prof.re Michele Saccomanno, hanno partecipato ad un evento particolare: dopo 40 anni si sono ritrovati i compagni di classe della VD del Liceo Benedetti, guidati dalla dott. Daniela Rossi che nell’occasione ha presentato il libro ”Generazione Venexiana ’80 Alfabetiere sentimentale della VD”.
Il messaggio arrivato ai nostri studenti è che il forte legame, l’amicizia, la solidarietà che si costruiscono tra i banchi possono davvero diventare un prezioso dono per sempre. Ma lasciamo alle parole della dott.ssa Rossi raccontarci le emozioni del ritrovarsi dopo 40 anni ancora tra le mura del loro e nostro Liceo.
Patrizia Andreotti
Sabato 29 novembre 2025. Sono arrivata a Venezia alle 9.00, eh già dal 2009 mi sono trasferita a Padova, e per tutti sono diventata “campagnola”. Scendo dai gradini e sul piazzale della Stazione mi immergo in un’atmosfera familiare, quella della città dove sono cresciuta.
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale Venezia mia!
Mi incammino, rigorosamente a piedi, alla ricerca spasmodica di sensazioni, suoni, profumi, rumori di un tempo passato e penso a quante volte ho attraversato mezza città, da San Simeon fino a Santa Giustina, andata e ritorno, tutti i giorni (quasi) per cinque anni.
Mi avvicino alla meta e il cuore batte di malinconia; i ricordi si affollano facendo a gomitate per imporsi. Campo San Giovanni e Paolo, Barbaria de le Tole, Campo Santa Giustina, la calle e il ponte da cui si staglia elegante la facciata storica del liceo scientifico G.B. Benedetti, sì lo so oggi è anche Tommaseo! Eccoli, riconosco un piccolo capannello vociante, sono loro i miei compagni e le mie compagne di classe. Dopo i rapidi saluti scatta l’alternarsi dei ricordi: non entravamo da qui, questo era il campetto da basket dove i ragazzi giocavano a ricreazione, e la scala che porta alle aule non era chiusa da un ascensore, e potevamo vedere il prof di turno che scendeva e capire se avrebbe interrogato o spiegato… qui, nel sottoscala c’era la nostra aula dell’ultimo anno; al primo piano non c’è più il salone dove abbiamo fatto le prove scritte della maturità! Però i bagni sono rimasti al loro posto, sì anche il corridoio con la segreteria che porta al passaggio verso la vecchia “ala Sarpi”, ma non c’è più la Presidenza del Preside Tacco, della Canato. Oggi chi c’è? Soddisfatti e orgogliosi diciamo in coro: “Oggi c’è Marco!”. Eh sì, posso dare del tu al Preside perché è uno di noi, è stato anche mio compagno di banco! Eccolo ci accoglie facendo gli onori di casa formali ma con affetto, e anche lui, lo vedo, lascia trasparire un pizzico di nostalgia.
Sono le 10.00, suona la campanella, devo correre giù in Aula Magna, tra poco si inizia. Eccoli sono arrivati anche loro: Florian, Giacomini, Magnanini e Vettorazzo, i nostri professori, sempre presenti all’appello quando li chiamiamo per le nostre reunion. È tutto pronto, la tecnologia funziona, prova microfono e dopo i doverosi saluti istituzionali io con Licia e Maria indossiamo gli abiti delle Cantastorie e con la voce un po’ commossa, iniziamo a raccontare la Generazione VeneXiana ’80. Siamo noi quelli della maturità “centro dell’intorno” 1984, immortalati per sempre nelle pagine di un Alfabetiere sentimentale che non solo racconta le esperienze di un gruppo di liceali ma anche le atmosfere di una città che a tutti gli effetti è la protagonista assoluta di un libriccino di cui tutti noi siamo fieri.
Daniela Rossi
Sabato 29 novembre nel nostro Istituto si è svolto un incontro ‘insolito’ tra una classe che ha svolto la Maturità nel 1984 – detto, incidentalmente, la mia… – e una classe quarta ‘attuale’. I compagni di quell’epoca non più vicina hanno scritto, sotto la guida esperta della dott.ssa Daniela Rossi, un libriccino di ricordi su Venezia e sul Benedetti (all’epoca Benedetti e Tommaseo erano ‘vicini’ ma non ancora uniti): ricordi… Il fatto che una classe, con una gran parte di ex compagni e diversi ex professori, si ritrovi per il piacere dello stare insieme dopo tanti anni e scriva anche insieme, ecco, credo sia questa l’importante testimonianza per i ragazzi di oggi, che magari un giorno avranno lo stesso nostro piacere nel ri-trovarsi.
Marco Vianello






