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Comunicato stampa

 

 

 

Dallo scorso settembre l’istituto Benedetti Tommaseo di Venezia è titolare del nuovo progetto Erasmus plus che vedrà studenti e insegnanti impegnati per due anni in attività sul tema “L’arte del riciclo e del riuso”. Facendo leva sulla creatività e la fantasia dei ragazzi, il progetto mira a sviluppare nella comunità scolastica la consapevolezza dei comportamenti di consumo, della costante produzione di rifiuti e della necessità del loro corretto smaltimento. I ragazzi realizzeranno manufatti con materiale di scarto, descriveranno con foto e video i percorsi dei nostri rifiuti, creeranno testi riutilizzando composizioni letterarie e popolari, studieranno le modalità di recupero dei rifiuti all’epoca della Serenissima, e molto altro ancora.

 

Per lavorare al coordinamento delle iniziative comuni, dal 17 al 19 novembre, le delegazioni dei partner del progetto saranno ospiti del Benedetti-Tommaseo: l’Istituto spagnolo San Sebastian di Huelva, il ginnasio tedesco di Altona e il liceo scientifico di Putignano. Purtroppo, a causa degli attentati di Parigi, misure di sicurezza eccezionali hanno impedito alle colleghe del liceo francese di Agen di partecipare all’incontro.

 

Nel tempo libero dal lavoro organizzativo, i concittadini europei parteciperanno a visite delle specifiche realtà territoriali in materia di riciclo e riuso. Oltre alle visite agli impianti di smaltimento dei rifiuti di Fusina del Gruppo Veritas e all’Isola del Lazzaretto Novo ospiti dell’Archeoclub, non poteva mancare una puntata al laboratorio delle Malefatte, le borse ricavate da scarti di materiale in PVC, gestito dalla cooperativa Rio Terà dei Pensieri nel carcere di Santa Maria Maggiore, un progetto che, assieme al laboratorio di sartoria promosso dalla cooperativa Il Cerchio presso il carcere femminile, offre la prova di come volontariato e recupero di materiali altrimenti destinati all’eliminazione, possano unirsi in un percorso virtuoso di riabilitazione per il reinserimento dei detenuti in società.

 

In queste tristi giornate in cui il terrorismo minaccia di far regredire il processo di apertura e di scambio in Europa, la collaborazione tra scuole di paesi dell’Unione è un segnale della volontà di non rinunciare al grande progetto di una casa comune europea per i nostri figli.